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RORY ROLLINS

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DISTANT DREAM
Surfaces of a dream

(1 recensione del cliente)

5.00

CD NEW AND SEALED

Distant Dream nascono nell’anno 2004 tra le provincie di Reggio Emilia e Parma da un’idea di Canali Marco (chitarra) e Mancin Andrea (basso). Successivamente nel gruppo entrerà a far parte la cantante Emmanueli Lucia (Voce). Assieme a quest’ultima la band inizia a comporre diversi brani.
Sempre nello stesso periodo va ricordata la collaborazione tra i Distant Dream ed Enomys, chitarrista dei Dark Lunacy, per la stesura del brano “lost and found” prima vera e propria canzone composta dalla band che comparirà nel primo lavoro discografico (Promo 2007).
Nell’anno successivo Emmanueli Lucia decide di lasciare il progetto per motivi personali. Per diversi mesi i Distant Dream cambieranno diverse formazioni cercando gli elementi mancanti.
Le attese finiranno nell’inverno del 2006 quando nella band entrerà a far parte la cantante Augello Lucia (Voce). Con quest’ultima il gruppo decide di registrare un promo per iniziare a far circolare il nome della band. Registrato in casa grazie al piccolo studio di registrazione di un amico (Vlad, chitarrista degli Atlantis) a Reggio Emilia, composto da quattro brani, autoprodotto e con batteria campionata, nel 2007 vede la luce il primo lavoro del gruppo chiamato semplicemente “Promo 2007”.
Nello stesso anno, in contemporanea all’uscita del promo, entrano a far parte della band in pianta stabile Masina Michele (batteria) e G.P. (Tastiere) che rendono stabile la formazione del gruppo. La band inizia inoltre a farsi conoscere grazie anche alle prime esibizioni live negli ultimi mesi dello stesso anno (da segnalare il concerto al circolo arci Tunnel di Reggio Emilia che vede i Distant Dream di spalla ai Dark Lunacy).
Nel 2008 G.P. lascia la band a causa di diversi impegni personali, al suo posto entra a far parte del gruppo Serena Borciani (Tastiere).
I Distant Dream propongono un rock gotico con tinte metal e pop, la loro musica è influenzata da gruppi dei più svariati generi che vanno dal metal all’elettronica.

Descrizione

Goth, Rock Metal from Italy

Tracklist:

  1. A DISTANT SURFACE…
  2. RISING MOON
  3. THE ONLY ONE
  4. LOST AND FOUND
  5. ONLY A DISTANT DREAM
  6. TAKE MY HANDS
  7. LOSING THE GROUND
  8. CLOUDS
  9. REALITY OF LIFE

Label: Asbury Park

Format: CD Jewel box

Band website: Unknown

Band Facebook: https://m.facebook.com/Distant-Dream-155545189612/?ref=page_internal&mt_nav=0

1 recensione per DISTANT DREAM
Surfaces of a dream

  1. From Metal.it: I Distant Dream vengono dall’Emilia, e dopo le ovvie vicissitudini iniziali, stabilizzano la line-up e danno alla luce un promo, targato 2007; poco più di un anno, ed ecco il loro primo full length, di cui vi apprestate a leggere la recensione. Il sound della band è chiaramente riconducibile al gothic metal, ove la voce di Lucia, e le sonorità della band, vi riporteranno alla mente i primi Lacuna Coil, the Gathering, ed in generale il gothic metal più melodico, intimista e artisticamente malinconico. Peccato per la qualità della produzione, non brutta ma sicuramente non di primissima scelta, eppure in questo primo album le idee non mancano, per quanto molto spesso siano fin troppo tipiche del genere suonato, e poco sorprendenti quanto a freschezza compositiva.

    Poco male, in questo “Surfaces of a Dream” i pezzi convincenti abbondano: dalla trascinante “Rising Moon”, alla radio-friendly “The Only One”, ideale singolo dell’album, alla malinconica “Lost and Found”, infarcita a dovere di eteree vocals femminili e ricami tastieristici di grande atmosfera. Il tutto, sempre, sostenuto da una ottima sezione ritmica, e dalle chitarre di Marco, che si fanno sentire, seppur “appiattite” da un mixing un pò approssimativo.

    Intendiamoci, se questo disco, così com’è, fosse passato dagli studi di un qualsiasi produttore tra i più rinomati del settore, adesso grideremmo al miracolo assoluto, ed invece, la patina da “demo” lo accompagna per tutta la sua lunghezza, ma credo sia inevitabile, per una band agli esordi discografici.
    L’album, comunque, piace anche dopo ripetuti ascolti; un brano come “Only a distant Dream”, carico e potente, seppur accarezzato da malinconiche note di pianoforte, è di quelli che convincono sin dall’inizio.
    To cut a long story short, come dicono gli inglesi, “Surfaces of a Dream” è un debutto convincente, che fa ben sperare sulle sorti di una band nostrana, che, se solo avesse la proverbiale botta di c**o e trovasse una label che li promuovesse degnamente, potrebbe fare il grande salto. Promettenti.

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