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RORY ROLLINS

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GABRIELE BELLINI
P.a.s.e.

5.00

CD NEW AND SEALED

International top-level guitarist and professional teacher, reviewed by the most famous rock magazines, Gabriele Bellini has always been able to maintain its own original identity, combining his impeccable technique with a deep inspiration coming from his soul always travelling in search of experimentations through the sounds, new limits and musical boundaries. Eclectic musician from the beginning, (you must think about his first and various projects : HYAENA with 2 vinyl and 3 CD co-produced with glorious 90’s independent labels , RITMENIA Z00 getting great results in National Competitions, the composition of songs for the compilation “ETHNO ELECTRIC & AMBIENT” for RAITRADE -VIDEORADIO ), by his scratchy guitar ,he set out on a long introspective journey to discover all that can contribute to the personal creation of a new world to be modeled in the present life by the force of will. These ideas will lay the foundation of “P. A. S. E.” , his first solo album in 2006, which will be followed in 2008 by “DE REVOLUTIONIBUS ORBIUM CELESTIUM” mainly instrumental album and second stage of the dream-like journey of the master, after the “ G.B. BAND PROJECT” in 2007. In 2009 “EVOLUTION”, third solo album, is the third stage of his journey (ending the first master’s trilogy) and summarizes important issues such as research,dream,reality, knowledge, future : essential ingredients to understand the infinitive universe not only outside but most of all inside us. It is evolving like us with its mysteries and its essence and needs the same answers in the course of events. In 2009 Andrea Agresti’s new album (la “Iena”) came out and the master was entrusted to deal with arrangements,guitars and bass. In 2012“HUMAN’S SOUND SIGNAL” is a “best-of “ sung pieces of this versatile musician that are rearranged and remixed.This album had a large critical approval and met with public favour. In 2010 he also created the new project PULSE-R with Giacomo “Jac” Salani, Mirko “bassbreaker” and Michel Agostini: an unpredictable,essential,ironic,melodic band representing the rock fusion of different and alternative worlds which are apparently opposite. Up today they have a namesake debut album (2011) and an EP “Pull Me Down” realized at the end of same year.In 2012 it was the turn of “RECREATION – The Day of Mind”dedicated to those who believe that their will is the primary force to be able to create anything and based on the idea that the possibility of creating a new world that belongs to us really is not a utopia. His last creation is UNDERWORLD COLLECTION” :COLLISION ,the sound of submerged talents: 14 artists crossing all boundaries of genres.The idea is to enhance and promote with all possible forces the underground music scene full of talents who would have a lot of difficulties to emerge. His continuous experimentations are marked by the fusion of technique and soul by means of which , in an exemplary way, he speaks to his public the universal language of music.

Descrizione

Italian Guitar Maestro

Tracklist:

1 P.A.S.E. 5:10
2 Resta Poco Da Dire 4:05
3 Contatto Sia 4:48
4 Quiete Apparente 3:30
5 D.R.O.C. (De Revolutionibus Orbium Celestium) 3:33
6 Fenomeno 5:02
7 Cordevolanti 3:31
8 Fading Away (È Ciò Che Ottengo) 4:30
9 Albatross 4:50
10 Toys 4:30
11 Il Respiro Del Mondo 3:23
12 Se Fossi Cosa 4:18
13 Momenti 1:50
14 The Haunted Closet 3:16
15 Mondiversi 1:57
16 Fenomeno (Radio Edit)

Label: Videoradio

Format: CD Jewel box

Artist website:  http://www.gabrielebellini.it/

Artist Facebook:  https://www.facebook.com/gbgabrielebellini

2 recensioni per GABRIELE BELLINI
P.a.s.e.

  1. From Metalwave: Quando il capo mi ha assegnato questa recensione, sono rimasto piuttosto sorpreso. Inizialmente ho pensato ad uno di quegli scherzi goliardici riservati ai novellini, ma così non è stato.
    Il motivo della mia sorpresa è che il disco in questione non ha assolutamente nulla a che vedere col Metal, il che mi ha creato un po’ di problemi… Innanzitutto perchè scrivere su una webzine Metal la recensione di un disco non Metal è sempre una cosa delicata e poi perchè allontanandomi dalla sfera musicale che preferisco, mi addentro nei meandri della mia ignoranza…
    Tutta questa introduzione per dire che ho cercato di recensire il disco nel modo più obiettivo possibile, ma al gusto non si comanda.

    Questo “Primo Acustico Shock Elettrico” è un progetto del virtuoso chitarrista Gabriele Bellini. E’ stato creato grazie alla collaborazione con innumerevoli musicisti e il risultato è un album estremamente variegato. Ad un primo ascolto infatti è subito chiaro che si tratta di un viaggio abbastanza trasversale attraverso vari stili e diversi modi di vedere la musica. Inoltre si nota subito l’elevatissimo livello tecnico di Gabriele che si rivela un chitarrista molto versatile e talentuoso.
    Fin qua è abbastanza semplice essere obiettivi dal momento che la bravura dei musicisti coinvolti non può essere messa in discussione. Il difficile viene al momento di attribuire dei voti numerici alle varie tracce del lavoro.
    Il disco si apre con la title track “P.A.S.E.” uno dei pezzi che ho apprezzato di più, soprattutto per l’originalità. Segue “Resta Poco da Dire”, altro buon pezzo che mi ha ricordato i Bluvertigo, mentre invece “Quiete Apparente” posso accostarlo (dall’alto della mia ignoranza in materia) a qualcosa dei Negrita. “Fenomeno” inizia con un pezzo molto bello di chitarra, ma per il sottoscritto si trasforma ben presto in un incubo: in particolar modo mi è risultato insopportabile il ritornello. La palma del pezzo peggiore del disco la vince “Fading Away”. Sebbene sia probabilmente il pezzo con le chitarre più heavy, il cantato a mio parere è terribile, così come il testo. Un altro testo non particolarmente significativo è quello della ballad “Toys” e anche qui il cantato proprio non mi è piaciuto. Peccato perchè le atmosfere create dalle chitarre sono molto intense. “Se Fossi Cosa” è un altro pezzo lento che a mio parere soffre della stessa patologia della sopracitata “Toys”.
    Piacevole sorpresa “The Haunted Closet”, unico pezzo cantato in inglese con un mood che mi ha ricordato gli U2 di Zooropa e anche qualcosina dei Nine Inch Nails (ma soprattutto gli U2).
    I restanti pezzi sono per lo più brani strumentali in cui è ovviamente posta in primo piano la chitarra di Gabriele. Devo dire però che 7 pezzi strumentali (8 se contiamo la ghost track, anzi… “Gost Track”, come indicato nel booklet) vanno ben oltre la mia capacità di sopportazione.

    La registrazione è di qualità discreta. Non eccelso il mastering, dal momento che il disco suona un po’ poco.
    Tutto sommato un disco originale, molto ben suonato, non altrettanto ben cantato e come si diceva all’inizio piuttosto vario.
    Probabilmente riscuoterà successi migliori in contesti più appropriati.

  2. From HeavyMetal.it: Gabriele Bellini si prende una pausa dai suoi numerosi progetti musicali (Ammagamma, Dynamo, Exodus…) e si mette al lavoro su di un album interamente scritto e pensato da lui. Il risultato è “P.A.S.E”, acronimo di “Primo Acustico Shock Elettrico” ed evidenzia tutto l’estro e la sagacia del giovane chitarrista nostrano.
    Tutto, ovviamente, ruota attorno alla sua chitarra e da questa si allontana in un turbinio di influenze e digressioni musicali. Assai difficile da catalogare, “P.A.S.E” rapisce e ripropone secondo il proprio stile varie sfaccettature del rock propriamente inteso, sfociando a più riprese in territori totalmente distanti da esso o totalmente inaspettati. Ogni cosa, in questo “Primo Acustico Shock Elettrico”, sembra voler seguire l’ispirazione e l’eclettismo del compositore Bellini, più che i soliti canovacci di genere. Nascono così composizioni variegate e strenuamente cangianti sia nella forma che nei contenuti, in grado di spaziare a più riprese tra i lidi artistici di generi apparentemente molto differenti tra loro. Si parte con una title track dal vago sapore industrial e si prosegue con la successiva “Resta Poco Da Dire”, decisamente rock oriented, per poi continuare all’insegna della stravaganza (ragionata) di un grande e caparbio compositore nostrano.

    Non mancano gli ospiti, davvero tanti e ben graditi, e la cover di lusso, “Se Fossi Cosa” della P.F.M, vero e proprio sigillo di un album sorprendente e carismatico. Insomma, gli ingredienti per un lavoro interessante e personale ci sono davvero tutti, ora spetta al pubblico concedere una possibilità al poliedrico chitarrista nostrano.

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