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Greatest Hits God’s Favorite band

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God’s Favorite Band features 20 of Green Day’s previous hits, as well as 2 new songs: a new version of the Revolution Radio track “Ordinary World”, featuring country singer Miranda Lambert, and a previously unreleased song entitled “Back in the USA”. The album includes songs from all of Green Day’s studio albums, with the exception of 39/Smooth, ¡Dos!, and ¡Tré!. 10 of the tracks previously appeared on Green Day’s 2001 greatest hits album International Superhits!. Jason White participated in the recording for “Back in the USA”.

The album’s title is a reference to a joke made by Stephen Colbert during the band’s March 22, 2017 appearance on The Late Show, in which Colbert quipped that Green Day were “God’s favorite band”.[5] Colbert’s joke was in itself a reference to a comment made by Green Day drummer Tré Cool on the band’s 2005 DVD Bullet in a Bible, in which Cool remarked that the rain clouds over the venue had cleared because “God wants to watch his favorite band again.”


Green Day is an American rock band formed in the East Bay of California in 1987 by lead vocalist and guitarist Billie Joe Armstrong and bassist and backing vocalist Mike Dirnt. For much of the band’s career, they have been a trio with drummer Tré Cool, who replaced John Kiffmeyer in 1990 before the recording of the band’s second studio album, Kerplunk (1991). Touring guitarist Jason White became a full-time member in 2012, but returned to his role as a touring member in 2016. Green Day was originally part of the late-’80s/early-’90s punk scene at the DIY 924 Gilman Street club in Berkeley, California. The band’s early releases were with the independent record label Lookout! Records. In 1994, their major-label debut Dookie, released through Reprise Records, became a breakout success and eventually shipped over 10 million copies in the U.S. Green Day is credited alongside fellow California punk bands NOFX, Sublime, Bad Religion, the Offspring, Rancid, and Jawbreaker with popularizing mainstream interest in punk rock in the U.S.


01. 2000 Light Years Away
02. Longview
03. Welcome To Paradise
04. Basket Case
05. When I Come Around
06. She
07. Brain Stew
08. Hitchin’ a Ride
09. Good Riddance (Time of Your Life)
10. Minority
11. Warning
12. American Idiot
13. Boulevard of Broken Dreams
14. Holiday
15. Wake Me Up When September Ends
16. Know Your Enemy
17. 21 Guns
18. Oh Love
19. Bang Bang
20. Still Breathing
21. Ordinary World (feat Miranda Lambert)
22. Back In The USA

Label: Reprise Records

Format: Cd Jewel box

Band website:

Band Facebook:

2 recensioni per GREEN DAY
Greatest Hits God’s Favorite band

  1. From Classic Rock: The arguments over what is and isn’t punk have raged for as long as the genre has existed. They might share a common ancestry, but Green Day bear as much resemblance to the politically charged, $8-a-show likes of Fugazi as a chihuahua does to a wolf. Green Day’s brand of punk has, from day one, harboured capitalist ambitions of fame and fortune, stadium shows and high-return royalty payments. And, fair play to them, they’ve succeeded to a degree that they themselves probably couldn’t have envisioned. This new ‘best of’ collection unveils the secret of their success in very simple terms: they’ve written some blinding songs in their time.

    From the irresistible bouncing bass of early smash Longview, the sarcasm and snotty self-loathing of Basket Case – which defined Generation X ennui with laser precision – to the move towards more considered acoustic, string-laden pop with Good Riddance and the political and social fury of George W Bush-era American Idiot (ah, if only we had some inkling of the true horrors to come), they’ve soundtracked popular culture since breaking through with their major-label debut Dookie, the starting point of God’s Favourite Band’s tracklist, in 1994.

    While it’s not all gold – Warning remains a dragging misstep that sticks out like a sore thumb among their greatest pop moments; and the ‘P’ word really is their greatest ally – they’ve never been afraid to celebrate the joys of pop, the fizzy highs of a singalong chorus, the communal joy of a concert that throws in everything including the T-shirt cannon. While grunge was busy pretending fame was a curse, Green Day were embracing it and moulding themselves into the ultimate gateway band for rock fans to come – that you can go to one of their gigs now and see two or three generations of the same family singing their hearts out is a truly wonderful thing. And this collection of their biggest hits is the perfect introduction to the pre-teen budding rocker in your life.

    For those already familiar with the tracks on God’s Favourite Band (which is probably most of us), there’s the new Back In The USA, a rollicking, all-American anthem stuffed with harmonies and all set to soundtrack the next big teen drama, and a new version of then gentle, Americana-tinged Ordinary World, now transformed into a tear-jerking duet with country singer Miranda Lambert. But that’s just garnish. Really, God’s Favourite Band is about the hits, the whole hits and nothing but the hits.

  2. From Spaziorock: l 17 novembre per ogni appassionato di punk rock non è stato un ordinario venerdì 17, bensì il giorno che ha consacrato l’uscita di “God’s Favorite Band”. Per chi non fosse avvezzo al genere, l’espressione è da collocare nello scorso marzo, quando i Green Day sono stati ospiti durante il talk show statunitense The Late Show with Stephen Colbert. La band nata a Berkeley bel 1986 festeggia oltre un trentennale di attività e regala in questo 2017 un greatest hits composto da non meno di 22 tracce. Ad anticipare l’uscita, per mantenere vigile l’attenzione dei fan è stato un video instagram. La raccolta si presenta con Billie Joe Amstrong, Mik Dirnt e Tré Cool in vesti ecclesiastiche, protagonisti di una vetrata contornata da dalle icone degli album della band e saltano subito all’occhio “American Idiot” e “Nimrod”.

    Si inizia con una traccia, forse in sordina, un pezzo che nonostante faccia parte del repertorio anni novanta direttamente da “Kerplunk”, l’album con cover art verde su bianco che non rientra propriamente nel repertorio che ha consacrato la band nel successivo decennale. La prima parte del disco ha davvero un sapore 90s perchè infatti segue “Longview” dall’album svolta “Dookie”. La traccia numero quattro con le pennate in distorsione e il senno di poi è facile considerare una vera e propria intuizione, portando alla memoria il video che si potrebbe tradurre come un avvertimento “dopo questa canzone sarete tutti pazzi per noi”. E’ così che “Basket Case” si fa ascoltare ogni volta come se fosse la prima e “When I Come Around” ci riporta ad un Billy Joe con capello blu.

    L’album che i Green Day ci hanno regalato in questo novembre è di certo una raccolta dei più grandi successi della band ma soprattutto un regalo per tutti coloro che sono cresciuti facendo le code fuori dai negozi di dischi per accaparrarsi le nuove uscite di Billie Joe e compagni. Dal beneamato “Dookie”, aperta dall’intro di basso, arriva l’eccentrica “She”, segue “Brain Stew” da “Insomniac” (ovvero l’album con la cover art più insolita della collezione) e “Hitchin’ A Ride” da Nimrod. Si torna a “Dookie” con la sempre eterna “Good Riddance – Time Of Your Life” che riavvolge il tempo come nessun’altra.

    La traccia numero dieci invece propone la svolta targata “American Idiot”, l’album anni duemila che stravolto il mondo punk rock con “Minority”, la canzone madrina dell’album che ne porta il nome, “Boulevard Of Broken Dreams” e “Wake Me Up When September Ends”. Il significato e la dedica che si cela dietro quest’ultima canzone è noto alla maggior parte dei fan, eppure è sempre affascinante svelare l’anima fragile che si nasconde dietro a dell’eyeleiner, pantaloni neri, cravatta rossa e creepers ai piedi; infatti la canzone si riferisce alla prematura scomparsa del padre del frontman della band, avvenuta proprio nel mese di settembre.Il disco si conclude con due pezzi appartenenti all’album pubblicato nel 2009, “21st Century Breakdown”, si tratta di “Know Your Enemy” e “21 Guns”. “Oh Love” da “¡Uno!” occupa la posizione numero diciotto, seguita da “Bang Bang” e “Still Breathing” dell’album del 2016 “Revolution Radio”. Gli ultimi due pezzi sono un vero e proprio omaggio ai fan, infatti “Ordinary World” si propone sempre delicata e con quella sfumatura da ballad country che inizialmente lasciò perplessi i seguaci più accaniti. In questa nuova versione l’eclettico Amstrong duetta infatti con un’icona del country, Miranda Lambert dando al pezzo un taglio ulteriormente espressivo.

    Il tutto si chiude con “Back In The USA”, la nuova canzone targata 2017, che lascia di certo sperare nell’uscita di un nuovo album. Il video, eccezionalmente ironico, inizia con i tre amici di Berkeley alle prese con le attività di una quotidianità in bianco e nero, dalla cura del giardino, la classica lettura del giornale con tanto di tazza alla mano, fino a quando, il buon Amstrong non indossa degli occhiali da sole capaci di riportare i colori nella sbiadita realtà iniziale. Il risultato finale? Il colore smaschera qualsiasi cosa mentre i Green Day, strumenti alla mano, si lanciano nella classica performance eccentrica.

    Il risultato finale è chiaramente quello di un greatest hits di un gruppo che da ben tre decadi regala al mondo del punk rock sempre una ventata di aria fresca, un ritorno alle origini mantenendo sempre una buona coerenza per quanto riguarda le sonorità, le liriche accattivanti e una buona dose di naturalezza. Per chiunque volesse aggiungere alla propria collezione un pezzo pregiato di certo non può farsi scappare questa uscita, sia per la cover art che per i tasselli di un puzzle musicale come quello di Billie Joe e compagni che si lascia sempre apprezzare.

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