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RORY ROLLINS

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HEAVENSHINE
Black Aurora

(2 recensioni dei clienti)

7.90

CD NEW AND SEALED

HeavenShine rise from the ashes of the famous heavy metal band Marshall, and from the sharp change of genre asked by the members of the band. The three original members from Marshall (Mazzola, Holestone and Signore) are joined now by the powerful rhythm guitar of Giuseppe Pandolfi (Black Inside), and by the techincal solos of Joe Dardano (also from Marshall); the new soprano voice is brought to life by the talented Miriam Cicotti
Their first full-length is titled Black Aurora, produced by Gerardo Cafaro (organizer and art director of the Agglutination Metal Festival) and by Self/Fuel. HeavenShine combine symphonic metal atmospheres with powerful rhythms and aggressive vocals, blending them to create a completely new style.

Descrizione

Gothic Metal with Soprano Voice from Italy

Tracklist:

  1. Atlantis Reloaded
  2. Bean Sidhe
  3. Black Aurora
  4. Dreamscape
  5. Phantom Of The Opera
  6. Sutekh Hetep
  7. When The Father Lion Mirrors The Stars
  8. Fear Me
  9. Embrace Of The Sun
  10. Sang Real
  11. Lucania

Label:  Fuel Records

Format: CD Jewel Box

Band website: Unknown

Band Facebook: https://www.facebook.com/HeavenshineOfficialPage

2 recensioni per HEAVENSHINE
Black Aurora

  1. From Metalitalia: Forse qualcuno tra voi ricorderà i Marshall, formazione heavy partenopea che, a partire dai primissimi anni del 2000, calcò per più di un lustro le scene sia locali che nazionali, portando avanti un discorso che vedeva sonorità heavy e prog intersecarsi ad input power e sinfonici; influenze, queste, che dal 2007 in poi risultano ulteriormente rafforzate dalla presenza costante di una controparte femminile alle varie voci maschili che si avvicenderanno durante la turbolenta storia della band. Adesso, come potete facilmente dedurre, i Marshall non esistono più come nome, ma la maggior parte dei membri che durante gli anni militarono tra le fila della suddetta band si trovano ora qui riuniti sotto il più mistico ed evocativo monicker di Heavenshine, pronti a rilasciarci il loro debuto: “Black Aurora”. Molte cose sono cambiate ovviamente, e le novità più grosse le troviamo ancora una volta dietro i microfoni, i quali adesso sono affidati alla coppia d’ugole Marco Signore/Miriam Ciccotti, ambedue molto bravi nelle rispettive parti e sorprendentemente abili nel cercare di essere l’uno complemento dell’altra, senza mai prevaricarsi ma anzi amalgamandosi molto bene come tonalità e stile. Basandosi su questa caratteristica, la teatralità e la drammaticità interpretativa delle due voci, il sestetto napoletano costruisce un discorso sonoro definito e personale, mantenendosi sulle orme di un metal gotico/sinfonico dalla spiccata maturità, che si mostra in grado di ricordarci, a tratti, sia il recente, bellissimo, “Ars Musica” dei Dark Moor, che alcuni solchi dei vecchi dischi dei Nightwish dell’epoca di “Once”. Accanto all’appena descritta base power e sinfonica troviamo però ancora importanti echi provenienti dalla scuola progressive che già influenzava la matrice musicale dei Marshall: l’impronta di tali sonorità è ben avvertibile tanto nelle ricche tastiere di Signore quanto nelle spesse chitarre a la Romeo della coppia Dardano/Pandolfi, ed in ultima battuta è proprio questa a gravarsi dell’importante compito di arricchire la proposta tutta, levando da quasi ogni angolo l’alone di già sentito che spesso fa scadere nella banalità molti lavori dello stesso genere. La girandola di nomi ed influenze citate è, nel caso di “Black Aurora”, decisamente molto vario: se sono Holopainen e i Nightwish a fare capolino nei pezzi più diretti (l’opener “Atlantis Reloaded”, “When The Father Lion Mirrors The Star”), in quelli più costruiti e meditativi è invece una sensibilità simile a quella dei Within Temptation a farsi avanti (“Dreamscape”), mentre l’epicità e l’irruente eleganza di Dark Moor e Serenity marchia a fuoco composizioni quali la title track o la bella “Sang Real”, uno dei pezzi più squillanti e pieni di personalità di tutto il lotto. Gli Heavenshine partono dunque al tavolo da poker del mercato musicale con un’ottima mano iniziale, avendo nell’acquisita esperienza e nella raggiunta maturità i propri assi principali; il resto delle carte si mostra poi altrettanto di livello, e finisce col regalarci tre quarti d’ora di buona musica, che a qualità e ricchezza riesce ad affiancare anche una certa originalità. Decisamente validi.

  2. From Zwaremetalen: Italy and Gothic Metal have been going Hand in Hand for a while now. Sometimes the country comes up traf Bands that innovate and show a lot of Kreativität, but things could just be different. Heavenshine consists of the members of the former Schwermetall band Marshall, but the company hates to take the symphonic direction. You can call Der Stil far from innovative, their debut Black Aurora will link them to a very recognizable gothic / symphonic encounter.

    Every Bewertung on earth will bring the Griff Nightwish to the fore when describing this Band and it is very clear, especially if you put zuvor sogar Phantom der Oper in between. Heavenshine became singer Miriam and the duet traf keyboard player Marco undoubtedly return to the older records of the famous Finns. Miriam sings in real life just a bit too sharp and the vocals always sound a bit too chewed. That does not mean that musically no nice bits pop up here and there: the bass tripping out nicely here and there and symphonic this music is always fun to follow. Only I get the feeling that this symphonic texture was performed a bit too easily, with Ferse somewhat repetitive guitar parts, not eingängigen Enough and especially without too much depth.

    At first glance, you might say this is something for those old Nightwish Nebel, but even then, Heavenshine will leave you deceived. These Italians want to mirror themselves vocally, but the fun part of this album is precisely in the slightly more complex transitions and daring bass parts. Ein Lied as Fear Me certainly has nice bits and the peace on Umarmung der Sonne tritt is nice, but you still have to listen beyond Miriam’s sharp Notizen. Closer Lucania is a different one.

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