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RORY ROLLINS

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IN UTERO CANNIBALISM
Butcher…

6.90

CD NEW AND SEALED

From their 2013 promo material: “In Utero Cannibalism were formed at the beginning of 2004 by Alex and Costas as an idea. At the end of 2005 the first demo cd Death-Murder-Butchery was recorded and soon after that, Costas left the band and Alex started searching for members to join in. Even though the band was not fully formed yet, the demo made a very good impression to the greek record label Black Lotus and they signed a contract for two full-length albums. The recordings for the debut album were made on January 2006 with the title Psychotic Killing Lust but meanwhile, due to several unknown reasons, the label ceased to exist and the deal was cancelled. Although having lost much time, the band didnt give up and released the album in 2007 with another greek label (OBSE Productions). After that, a lot of live shows and supporting acts occurred, opening for bands like Malevolent Creation, Pungent Stench, Pain and others. In 2008 the band released the 7-inch EP, Failure of Christ and in 2009 the 2nd full-length album Frenzied was released also with OBSE Productions. The band went to a killing spree of many gigs, supporting bands like Nile and Napalm Death, promoting their new album.

Descrizione

Death/Black / Core from Greece

Tracklist:

1 Silent Abuse 4:24
2 Dawn Of Devotees 2:40
3 Exile 3:59
4 For Those Who Defy 1:48
5 Butcher While Others Obey 4:14
6 Vile Blessings 2:46
7 Prevail Vocals [Clean Vox] – Simos Kaggelaris 3:59
8 Born To Degenerate 2:48
9 Exorcised 3:20
10 In Cold Despair 3:50
11 Solitude Eternal 3:37
12 Mutants 3:37
13 Static Empire 0:54

Label: Sleaszy Records

Format: CD Jewel box

Band website: Unknown

Band Facebook : https://www.facebook.com/InUteroCannibalism

2 recensioni per IN UTERO CANNIBALISM
Butcher…

  1. From Metaltemple: IN UTERO CANNIBALISM is a pure Death Metal band coming to us from Greece. They were formed in the beginning of ’04, and their first demo album was released almost 10 years ago. “Butcher While Others Obey” is their fourth full-length album. IN UTERO CANNIBALISM suffered throughout the days of many band members leaving, and many labels changing, yet they did not give up and continued making their music, regardless of what others might think.

    The sound of IN UTERO CANNIBALISM is not very unique for Death Metal. The drums are fast and hollow, the guitar riffs fits perfectly to the drums. The growling is very low and not clear, and the lyrics are probably about death and killing, or Butchering if you may. Even though for most times the sound is of pure Death metal, from time to time there’s something completely different. Those parts might be the only thing that I could relate to in this album.
    The album “Butcher While Others Obey” begins with the song “Silent Abuse” that has a nice spoken Intro to it. This song and the ones following it, quickly become fast, pounding and noisy. But although the sound of all songs is alike, you can still notice something that gave my ears, for the least, some comfort. For instance, in the second song “Dawn Of Devotees”, there’s a nice melodic riff underneath the heavy drums. In the third song, “Exile”, there are some guitar solos that are not bad at all.

    All in all, even though not enjoying this genre or sound for even a bit, I did noticed some fine parts in this album. IN UTERO CANNIBALISAM are very professional and accurate, they defiantly know what they are doing. Perhaps it’s a matter of personal taste, but I did miss a bit more flair to their music. I would love to have seen more melodic parts, and for god’s sake, I want to know what are they singing about?! (without reading the lyrics). Apart from those, this album is absolutely fine.

  2. From Allaroundmetal: La Grecia ci ha sempre dato delle grandi soddisfazioni in ambito di Metal estremo, dalla penisola infatti sono arrivate band del calibro di Rotting Christ, Astarte e soprattutto i leggendari Septicflesh. Ora è il turno del ritorno sulle scene degli In Utero Cannibalism, con il quarto full-length “Butcher While Others Obey”. La band è sempre stata famosa per il suo monicker, una scena così controversa ed estrema, che racchiude in una sola immagine, l’Infernal Death Metal, proposto.
    “Silent Abuse” apre le danze, un forte e fastidioso rumore di statico mi accoglie, con una voce che subito recita con un sacco di riverbero e rumori di sottofondo e poi, finalmente parte la musica. Death Metal che spesso e volentieri sfocia nel Brutal e clamorose spruzzate di Black Metal nel guitar working, che rendono interessante il tutto. Ciò che di primo acchito non convince è la voce: un growl non abbastanza potente e che toglie spazio alla batteria. La produzione, infatti, nonostante sia chiara e piacevole, mette in primo piano solo le chitarre, lasciando il drumming un po’ isolato dal resto. In “Dawn of Devotees” si trova dello spazio per la melodia in mezzo ad una grande rabbia, ma una potenza che si fa desiderare. Il lavoro sulle chitarre è troppo, veramente troppo contaminato da influenze che sono troppo distanti dal Death Metal (come ad esempio il Punk) e non trasmette l’ idea di “tritacarne” come fanno magistralmente band come i Cannibal Corpse, tanto per fare un nome di spicco. “Exile” apre molto meglio: qui la qualità sale di molto. Sembra quasi di trovarci di fronte ad un componimento Blackned Death Metal, se non fosse che qui di Black non c’è traccia, ma anzi piuttosto una buona dose di Kerry King a completare una portata che non è cattiva, ma neanche molto gustosa a mio avviso. Diciamo un piatto che potreste trovare al supermercato. Quarto posto per “For Those who Defy”. Anche qui, Brutal Death Metal, mescolato ad una buona dose di Punk, connubio strano, ma che a questo punto inizio a chiedermi se non sia voluto, visto che probabilmente è questo l’ intento degli In Utero Cannibalism: suonare i generi a loro più congeniali, mescolandoli tra loro. La title-track “Butcher While Others Obey” riporta un interessante dialogo dove si denuncia la fede verso il denaro e l’ innalzamento a “dio” dello stesso. Cosa molto bella che apprezzo molto, musicalmente il pezzo convince e risulta piacevole per delle trovate molto intelligenti che danno dinamismo e spessore al guitar working, con momenti anche derivanti dalla NWOBHM, di sicuro il brano migliore ascoltato fino ad ora. “Vile Blessings” continua il lavoro di Death e Punk, con blast beats più in primo piano di quanto ascoltato finora. Un lavoro di chitarra ben studiato e accattivante invece, lo trovo su “Prevail”, con anche il basso ben delineato, un pezzo che, sinceramente, con i suoi momenti melodici ed addirittura clean, ben mescolati ad un Death abbastanza grezzo e raw, portano il disco ad un livello superiore ed è ciò che avrei voluto ascoltare fin dal principio. “Born to Degenerate” continua questo lampo di genio e crea un brano magnifico, potente e complesso: possiamo dire che questo album è partito lento, per poi tenere in serbo il meglio verso la metà, dove la band fa vedere di cosa è realmente capace. E devo dire che la cosa continua con “Exorcized”, Death (quasi Death/Black) di buon livello compositivo, con una buona dose di rabbia e potenza: qualcosa di grandioso con momenti anche spaventosi. Non mancano anche qui contaminazioni Punk o Thrash Metal soprattutto di natura “slayeriana”, ma l’ originalità non manca, espressa soprattutto con pause, distorsioni vocali e cambi di mid-tempo molto gustosi. Decima traccia intitolata “In Cold Despair”, dove trovo una buona composizione, ma il tutto perde di potenza e probabilmente anche di cattiveria, l’ unica cosa degna di nota è l’assolo che mescola il già sopracitato Kerry King alla NWOBHM, mentre il resto ha alti e bassi, con sì spunti molto interessanti, ma che fanno fatica a brillare, non si mettono in risalto e finiscono per essere sprecati, il che è veramente un peccato. Vado avanti con “Solitude Eternal” ed anche qui la buona vena compositiva dei greci si fa ammirare, un brano molto vario, dinamico, che scorre e non capisco perché l’abbiano relegato al numero undici dell’album, dato che è uno dei brani migliori. Voci campionate e rumori di sottofondo per “The Mutants”, per poi ricevere in faccia una vera colata di Brutal Death Metal, e già mi vedo ricoperto di sangue e frattaglie varie. Anche questo è uno dei brani più convincenti, sicuramente un disco che ha voluto tenere la tensione crescente, che è partito non proprio benissimo (anzi anche un po’ zoppicante a mio avviso), per crescere man mano e tenere i brani più validi sul finale, come questo pezzo entusiasmante, che da solo vale l’ascolto. Il mio viaggio nell’utero cannibalizzato arriva al temine con “Static Empire”, un’outro fatta di suoni inquietanti e campionamenti.
    Che dire… In ultima analisi un lavoro che non fa gridare al miracolo, ma che non merita neanche di passare quasi completamente in sordina, almeno tra gli appassionati deathsters. Tra un osso ed un polmone maciullati, dateci un’occhiata!

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