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RORY ROLLINS

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JAG PANZER
Mechanized Warfare

9.99

CD NEW AND SEALED

Jag Panzer came together in late 1981, being inspired by the onslaught of the new wave of British heavy metal. The original line-up consisted of Harry Conklin on vocals (later nicknamed the “Tyrant”), Mark Briody, the sole guitarist of the group in its first incarnation, John Tetley (bassist) and Rick Hilyard (drummer).[1] The band was known as Tyrant in its first incarnation, but they soon had to change the name, because another band already existed in California with that name.

Descrizione

Jag Panzer is an American power metal band from Colorado Springs, Colorado, United States

Tracklist:

1 Take To The Sky 5:28
2 Frozen In Fear 3:42
3 Unworthy 6:10
4 The Silent 5:16
5 The Scarlet Letter 3:53
6 Choir Of Tears 6:12
7 Cold Is The Blade (And The Heart That Wields It) 5:55
8 Hidden In My Eyes 4:26
9 Power Surge 6:14
10 All Things Renewed

Label: Punishment 18

Format: CD Jewel box

Band Website: http://www.jagpanzer.com/

Band Facebook: https://www.facebook.com/jagpanzerofficial

2 recensioni per JAG PANZER
Mechanized Warfare

  1. From Bravewords: In some circles, the time is now, to put up or shut up, for the legendary Colorado thrashers. Since reforming, people have grown anxious for Jag Panzer to deliver on the promise of Ample Destruction, without merely copying that classic disc. Last year’s adaptation of the Macbeth tragedy worked well, but the fire of ‘Shadow Thief’ and other re-recorded vintage nuggets have held the hounds at bay for a long time. Time for some first class, entirely original, new material. As if reading the fans’ minds (if not their letters, or in the case of guitarist-turned-computer-expert, Mark Briody, e-mail), the Panzers deliver the most thoroughly consistent platter since the reunion. Warning: This is NOT Ample part two, Briody & Co. have wisely avoided ever trying to duplicate the magic. That said, lead guitarist Chris Broderick has ample (pun intended) opportunity to shred, but more often, he’s inserting a multitude of notes into the tightest of spaces WITHIN the context of the song. ‘The Scarlet Letter’, which isn’t about literature’s Hester Pryne, but rather a hooker, is one of the cuts where Broderick goes nuts. The same can be said of ‘Frozen In Fear’ and opener, ‘Take To The Sky’, but most of the ten tunes are mid-tempo. After the robust start of the aforementioned pair, more sedate elements take over. Violins and choirs have been present within the musical milieu of Jag Panzer since the early days, here there’s the Gregorian chant and female vocals on ‘Unworthy’ and classical strings in ‘Power Surge’, where Harry “The Tyrant” Conklin resurrects his stratospheric register, albeit only briefly. By far the most surprising track is the lengthy finale, ‘All Things Renewed’, which begins with Conklin accompanied solely by acoustic guitar and violin. When the entire band joins in, it becomes a true rock song, even with the use of a multiple voice choir. For the remainder, it varies between the heavy and Medieval, minstrel feel. A minute long, hidden snippet of barroom piano and crackling vinyl soundeffect closes the album.

  2. From Truemetal: Sono poche le band che hanno la magica prerogativa di riuscire, al giorno d’oggi, a trovare ancora quello spunto vincente che rende un disco una piccola o grande gemma, una di quelle band sono i Jag Panzer. Melodie tristi, progressioni complesse, flavour epici, aggressività US Power oriented, si potrebbe riassumere così questo Mechanized Warfare, autentico discorso musicale superiore. Con questo full lenght i Jag Panzer ritornano sulla scena del metal mondiale alla grande. Abbandonato l’uso esagerato di parti corali e progressive (rispetto al precedente ma pur buono “Thane to The Throne”) questo platter si attesta ad essere un vero e proprio ritorno a sonorità d’impatto e potenti arricchite con una certa eleganza di fondo (si, è proprio “eleganza” la parola chiave di questo nuovo disco).
    La canzone che apre l’album è Take The Sky dove è presente una linea melodica classicamente US Power Metal che sarà tipica di ogni parte di queste dieci tracce, non mi aspettavo una prestazione così buona di Conklin alla voce, davvero in grande forma, da segnalare l’ottimo refrain, davvero immediato ed orecchiabile. Dopo la aggressiva ed affascinante Frozen Fear, davvero d’impatto nel suo grandioso incedere, troviamo la maestosa Unworthy aperta da un coro gregoriano, degno
    di nota. Unworthy si attesta ad essere anche una song triste, potente e misteriosa, tre agettivi che in linea di massima caratterizzeranno tutto questo lavoro. The Silent ha un andamento pacato, uno stacco che ci introduce all’ottima The Scarlet Letter, altro pezzo forte dallo splendido e sontuoso coro. Gli stessi cori che caratterizzano in maniera nuova ed affascinante la seguente Choir of Tears, ottimo e particolarissimo l’effetto finale. Nella clamorosa Cold is the Blade i Jag Panzer si tingono d’epicità e così troviamo un certo ritorno alle melodie medievali ascoltate in The Age Of Mastery. Il brano in questione è indiscutibilmente uno dei picchi più elevati dell’album in virtù di progressioni strumentali malinconiche eppur graffianti. Hidden in my Eyes mantiene l’atmosfera respirata in “Cold is the Blade” mentre la seguente Power Surge si distingue per la grande prova di Mark e Chris che vanno a creare interessanti trame chitarristiche. All Things Renewed (splenido il suo refrain) chiude il disco nel migliore dei modi.

    In conclusione un grande ritorno dei Jag Panzer, un album aggressivo, con molte parti corali usate senza abusarne ed inserite nei momenti giusti, riff tornati finalmente più heavy e una prova vocale del singer davvero eccellente, rendono questo Mechanized Warfare, si un disco di difficile assimilazione, ma anche indiscussa gemma dai cupi bagliori. Il lavoro inoltre segna un netto ritorno a certe sonorità tipiche della band che furono in parte abbandonate negli ultimi lavori da studio. Mechanized quindi è un album dalla doppia ed emblematica faccia: da un lato molto più classic oriented nel suo magico US Power, dall’altro risulta essere anche un lavoro fresco, elegante, ragionato, con i suoi aloni tristi ed affascinanti e melodie tutt’altro che banali. Ma in quanti riusciranno a penetrarne il profondo significato musicale? Ben pochi suppongo, ma per quei pochi ne sarà sicuramente valsa la pena. Musica senza tempo

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