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RORY ROLLINS

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LA FIGLIA DELL’INCENDIARIO
Omonimo

(2 recensioni dei clienti)

5.00

CD NEW AND SEALED

La Figlia dell’Incendiario born as an instrumental trio in 2006 from the will to Marco, Giampaolo and
Alberto, as continuation of a musical experience started in 2003. In 2007 Stefano join the band as soloist
guitar, and Marco pass to singing. In 2008 the band reach the “Rock Targato Italia” final phase in the northeast
Italy and in the same year they take part with good results in “Suonica live”.
In 2009 start the negotiations with SG Records to publish the first full length, but they were hampered by
some LFDI internal problems, that cause Marco to leave the band. The microphone pass to Luca, that also
takes the Marco’s place at the keyboards. The album “La Figlia dell’Incendiario” was finally published in
2010.
The musical genre proposed by La Figlia dell’Incendiario is difficulty sortable, the lyrics are in Italian,
visionary, powerful and “multi meaningful”. They tell episodes of lived life, feelings and sensations, are
inspired by literature, by arts, and the narrative results are highly imaginative and dreamlike stories,
dreams, sometimes nightmares. The music is a rock that often sounds dark. For La Figlia dell’Incendiario
music is to lyrics as color is to a sketched picture. The final result is a noir story, steeped in suspense and
mysticism, pressing, an anxiety-inducing travel to the unknown, scanned by a refined run of words and
sounds that at second or third hearing reveal a second of third meaning of the song.

Descrizione

Alternative Rock from Italy

Tracklist:

  1. Overture
  2. Stramonio
  3. Torri Spirali
  4. Oracoli
  5. Sinfonia
  6. Oriente
  7. Falene
  8. 12
  9. La Rotta
  10. Linguaggio Notturno
  11. Bistrot
  12. 18 Maggio 1867
  13. Skeletro New

Label: SG Records

Format: CD Jewel Box

Band website: Unknown

Band Facebook: Unknown

2 recensioni per LA FIGLIA DELL’INCENDIARIO
Omonimo

  1. From Metalwave: Ascoltare l’omonimo album dei “La Figlia Dell’Incendiario” è un’esperienza che arricchisce mentalmente ma che anche (e soprattutto) rende reali i peggiori incubi che scorrazzano nel nostro inconscio.
    La band si muove sopra un Alternative Rock sporco ma dai suoni estremamente ricercati in cui ogni tanto vira sul Progressive Rock e fa l’occhiolino alla più oscura psichedelia; aspettatevi di trovarvi di fronte ad un disco di nicchia che potrà richiamarvi leggermente i vecchi Afterhours e, perchè no, anche i migliori Marlene Kuntz se si fossero fatti di acidi e avessero un trip non molto allegro.

    Quello del disco in questione, comunque sia, non è un ascolto facilissimo. Innanzitutto per le liriche: i nostri si avvalgono di letteratura, quadri, musiche strane, sogni, esperienze tipicamente surreali, oniricismo e il tutto viene per così dire raccontato dalla particolare dote canora del singer/tastierista Luca Barichello coadiuvato dalle buonissime doti esecutive degli altri tre incendiari.

    Appena cliccherete su “play” verrete dolcemente trasportati in un sogno di un sogno, in cui ogni immagine, ogni scena e ogni colore vengono rappresentati in modo impeccabile e vi sembrerà davvero di stare sognando, o meglio di stare facendo uno di quei sogni che -non appena svegliati- vi porta ad andare a cercare sulla libreria del salotto la smorfia napoletana per trovare qualche numero interessante! (o almeno dalle mie parti le vecchie matrone fanno ancora così!),
    Singolari sono state moltissime trovate e soluzioni in cui i nostri si sono cimentati nel rappresentare al meglio il loro mondo oscuro ed ecco che abbiamo trovato un altra band tipicamente italiana capace di proporre qualcosa di estremamente originale, cosa ormai non più facile.
    Consigliati caldamente a tutti coloro che esigono qualcosa di folle e sperimentale, ragazzini poser amanti del Death alla larga, non capireste la poesia.

  2. From Rock Impressions: Il Rock spesso si limita a divertire o semplicemente a far scaricare tossine. E’ sudore, è voglia di dire la propria, un viatico per manifestare certe ideologie e molto altro ancora. C’è una branca di esso che viaggia parallela a quello che noi consideriamo il Progressive Rock, ossia il lato più “colto” di questo sistema musicale, l’Alternative Rock. Qui risiedono band che si sforzano a non essere banali, coloro che pur non basandosi su sinfonie, influenze Jazz, tentano di dire qualcosa di profondo e lo propongono in maniera non convenzionale. Come potrete vedere anche dal nome della band, c’è un legame con il cordone ombelicale degli anni ’70, pur essendo la proposta dei La Figlia Dell’Incendiario nettamente avanzata e differente. Si formano nel 2006 a Treviso come trio e dopo svariate esperienze live ed una defezione , li troviamo oggi al debutto con la formazione a quattro elementi, composta da Luca Barichello (Voce e tastiere), Stefano Cecchetto (Chitarra), Giampaolo Rigon (Basso) ed Alberto Soligo (Batteria).

    I testi cantati in italiano sono per certi versi impegnati, si ascoltano con attenzione fra doppi sensi e visioni. Si parla dell’animo umano, di sogni, di incubi che a volte prendono spunto dall’arte ed anche da storie fantastiche. Molta carne al fuoco dunque, a partire da “Stramonio”, un Rock nervoso ed elettrico, che comunque descrive situazioni noire, aiutandosi anche con buone coralità vocali. Scariche al limite del Metal si alternano a fasi più riflessive ed introverse. “Torri Spirali” gioca su suoni e sensazioni che hanno dell’oscuro, miscelando ogni tipo di sensazioni, lasciando l’ascoltatore colpito e concentrato. E’ in questo frangente che il Progressive Rock, inteso come sperimentazione, cerca di fare capolino. Loop psichedelici, Delay e Flanger rendono l’ascolto più vibrante e per certi aspetti anche più condito, quello che differenzia il suono dal Rock convenzionale. Non esulano passaggi più rilassati, come il bellissimo arpeggio di “Sinfonia” o di “Falene”, mentre molta ricerca strutturale la riscontro in “12”. Il brano che preferisco è comunque il conclusivo “Skeletro New”, esplosivo connubio di quanto detto sino ad ora e mette in evidenza una band che comunque si ritrova bene e pulsa all’unisono.

    Secondo il mio punto di vista, la band deve percorrere questi territori meno calpestati, in quanto chi vuole fare dell’Alternative Rock, spesso cade in quelle ricette che oramai cominciano a sapere di stantio. La Figlia Dell’Incendiario hanno buone capacità e idee, che spero in futuro vengano ancora migliorate, perché hanno molta farina del proprio sacco e sono sicuro che sapranno adoperarla al meglio

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