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RORY ROLLINS

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LAB ELEVEN
Exceed the veil of Maya

(2 recensioni dei clienti)

5.00

Jules: Leggi la Bibbia, Brett?
Brett: Sì!
Jules: E allora ascolta questo passo che conosco a memoria, è perfetto per l’occasione. Ezechiele 25:17…

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Descrizione

Brutal Death/Thrash from Italy

Tracklist:

1. I Become Her Punisher 5:16
2. God’s Masterpiece 4:51
3. Six Pieces 5:21
4. Aedes Albopictus 4:26
5. Life Under Checkmate 4:14
6. Wake Up To Kill 4:22
7. The Novice Butcher 3:56

 

Label: SG Records

Format: CD Jewel box

Band website: Unknown

Band Facebook: https://www.facebook.com/labeleven

2 recensioni per LAB ELEVEN
Exceed the veil of Maya

  1. From Truemetal: Trentadue minuti.
    Trentadue minuti intensi come pochi, suddivisi in sette, terribili canzoni. Questo, in estrema sintesi, è “Exceed The Veil Of Maya”, primo full-length dei nostri connazionali Lab Eleven.

    Che i nuovi gruppi dell’ondata tricolore death non scherzassero, nel mettere su disco la loro deflagrante potenza, si sapeva già da un pezzo. Il quintetto di Pontedera, che solo quattro anni fa è riuscito ad assestare la propria formazione, conferma l’attitudine tutta italiana nell’utilizzo sopraffino della forza bruta. Una forza dirompente, esplosiva, che assorbe l’energia dall’infernale, sempiterno girone del thrash; vera spina dorsale di tutti quelli che si cimentano nelle forme estreme del metal. Anche se, poi, a essa s’innesta la sovrastruttura del death per generare così un sistema propulsivo in grado di far volare alla velocità della luce i BPM del ritmo, nonostante il sovraccarico di watt del medesimo.Fabrizio Morgante e compagni s’identificano oserei dire perfettamente nell’interpretazione di questo ruolo sospeso fra i due stili più rudi del metallo pesante. Proprio Morgante sfodera una prestazione sopra le righe, prendendo saldamente le redini dei brani con una furia quasi parossistica, figlia di una scellerata e blasfema unione fra il growl più profondo e lo scream più isterico. Una sorta di delirio che tratteggia pesantemente il suono dei toscani, marchiandolo a fuoco per bloccarne l’unicità. Alla precisa e poderosa sezione ritmica tenuta su dai dinamici giri di basso di Daniele Belli e dai furibondi pattern della batteria di Francesco Marcacci, si unisce all’unisono il monumentale guitarwork delle due asce di Stefano Doccini e di Paolo Olivieri. Riff su riff si susseguono a ondate, mischiando fra loro sonorità diverse come quelle del glaciale cyber-death dei Fear Factory, del raffinato techno-death dei Behemoth, del possente deathcore degli As I Lay Dying, dell’agile hardcore-thrash degli Inhale Your Hate (altri fidi scudieri della SG Records …).
    La manifattura del platter, completamente nostrana dalla registrazione alla masterizzazione, consente all’ensemble toscano di far confluire nelle tracce tutta la propria vigoria senza perdite di pressione, per poi restituirla intatta in faccia all’ascoltatore.

    Da “I Become Her Punisher” a “The Novice Butcher” non c’è nemmeno un calo di tensione, nemmeno un riempitivo per far passare il tempo, nemmeno un attimo di tregua. Tutte le song sono state concepite per ribaltare l’audience rivoltandola come un calzino. Impossibile, per esempio, resistere alla furia scardinatrice di “Six Pieces” o di “Life Under Checkmate”, vere e proprie mazzate sui denti!
    Il fatto di non concedere nulla alla melodia, poi, non stanca la mente di chi ascolta come forse – data la specie della proposta – ci si potrebbe aspettare. Questa, a parer mio, è la migliore qualità di “Exceed The Veil Of Maya” che, per intensità, fa venire in mente il leggendario “Reign In Blood” degli insuperabili Slayer. Si possono fare parecchi passaggi che non sorge mai quella ben definita sensazione di affaticamento da noia incipiente. Anche perché, e questo magari sfugge durante i primi ascolti, i particolari minori da cogliere con gusto sono davvero tanti sparsi qua e là per il disco, sorprendendo per la loro elegante natura.

    Credo sarà difficile non apprezzare “Exceed The Veil Of Maya”, album coerente con le migliori realtà internazionali della più avanzata scena thrash/death. I Lab Eleven si rivelano sorprendentemente una band matura, tecnicamente ben dotata e artisticamente assai valida. Realizzare un debut-album così consistente e costante nelle composizioni non è cosa da tutti i giorni!

  2. From Sormbringer: Two years of work for just 32 minutes of music? I would like to think a little poor. Ok, the Italo quintet compresses the aggression pent up during this time into seven cute outbursts of anger, all of which can be assigned to the cultivated death metal over a large area. Fabrizio Morgante grunts as if it were about the golden Chris Barnes Soundalike Cup, and at least annoying me after about three songs. Somewhere, however, one thing fits the other, and after fine bangers like “God’s Masterpiece” or the top-notch “Life Under Checkmate”, the bells ring in your ears. The balancing act between grind and death is sometimes carried out with frightening ease, and technically there’s nothing to complain about here either.

    Even if CANNIBAL CORPSE are quoted from time to time, somewhere I can make friends with the part throughout, and LAB ELEVEN always sound really groovy when it says mid-tempo and a little bit of hardcore flows into it.

    Anyone who does not turn the (hopefully still existing) mat after three seconds on “The Novice Butcher” is probably only born after 2003 or is deaf. It’s also funny how snappy the guys mix good old thrash riffing with good old death slamming – “Wake Up To Kill” should convince even the last doubters.

    By the way, Freddy Delirio (DEATH SS) was responsible for the studio technical preservation, and the half hour Schwermetall grooves absolutely without any noticeable sagging. For death metalheads who really have to have everything in their closet, “Exceed The Veil Of Maya” is unavoidable, even if – with the exception of two or three tracks – it dies far too quickly.

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