Descrizione
Doom Death from a world Band
Tracklist:
01. The Shining
02. My Bloody JJ
03. There’s No Place For Life
04. Anabiosis
05. In The Tomb Of A Forgotten King
06. Infernal Sun
07. Falling Snow
08. Sleepless Anger
09. Exorcist
Label: More Hate Productions
Format: CD Jewel box
Band website: Unknown
Band Facebook: https://www.facebook.com/MonumentumDamnati/
Admin
From Metalhammer.it: Di sicuro, attorno ai Monumentum Damnati, al debutto con ‘In The Tomb Of A Forgotten King’, uscito in co-release per ben tre etichette (GrimmDistribution, The End Of Time Records e More Hate Production), ci sono più ombre che luci. Dalla stringatissima bio si apprende che i membri fondatori della band si sono conosciuti in una clinica psichiatrica dove, sulla scia di una visione condivisa della realtà, hanno deciso di costruire un progetto artistico che ne esprimesse l’essenza – nerissima – in musica. Le identità dei membri, la cui residenza è indicata in via generica nell’Est Europa, restano occultate da nicknames lovecraftiani/mitologici così come i loro visi da maschere barocche. Tutto ciò, a loro dire, per lasciare spazio alla musica in sé, lasciando la cornice sullo sfondo. Parliamo allora della musica, per l’appunto.
I Monumentum Damnati esibiscono un Doom Death, corredato dalle ottime tastiere di Athame, in perfetto equilibrio tra la pesantezza delle derive funeral e gli arrangiamenti melodic death. Dopo la strumentale ‘The Shining’, ben adeguata al compito di introdurre il sound caratteristico del gruppo, ‘My Bloody JJ’ vede la marea oscura degli eleganti intrecci chitarre/tastiere aprirsi in due a fronte delle vocals abissali di Thanatos, a completare la sinergia perfetta tra influenze death e doom. La successiva sulfurea ‘There Is No Place For Life’ perpetra la stessa politica stillicida a base di mid-tempo funerei e tastiere ambient, nella migliore tradizione dei finnici Shape Of Despair, accompagnate da gorgheggi demoniaci che evocano immagini di nebbie palustri e tombe sommerse. In linea generale i brani si mantengono tutti sul medesimo livello qualitativo, di lunghezza media sui circa cinque minuti. In numerosi passaggi i Monumentum Damnati ricordano i russi Forest Stream, in particolare nei tappeti tastieristici, ma amputati della matrice black di quest’ultimi. Sul fronte chitarre onnipresenti le influenze doom di mostri sacri come Katatonia e Daylight Dies, con momenti più death come ‘Anabiosis’ e ‘Infernal Sun’. Il cerchio si chiude con la strumentale ‘Exorcist’. Nel complesso potrebbero essere descritti come gli Insomnium cui sono stati sospesi gli antidepressivi. Esordio eccellente, in finali, con picchi davvero ispirati.
Admin
From Battlehelm: When I looked this up on Metal Archives to see where they come from all it said was international. So I have no clue where this band originates from. And even though it would have been nice to have an origin it doesn’t matter that much really as it is the music that should do all the talking. I get a symphonic death metal vibe from this more than a black metal vibe. The first real song is heavy and relatively slow. I couldn’t help thinking of the Mexican band Argentum when I listen to this. but I also get a Norwegian vibe from it. This one really fell to my liking. If you like your death metal doomy, atmospheric and melancholic you ought to check this one out. Anders Ekdahl