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RORY ROLLINS

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NICKELBACK
Silver side up

(2 recensioni dei clienti)

12.90

CD NEW AND SEALED

Nickelback is a Canadian rock band formed in 1995 in Hanna, Alberta. It is composed of guitarist and lead vocalist Chad Kroeger, guitarist, keyboardist and backing vocalist Ryan Peake, bassist Mike Kroeger, and drummer Daniel Adair. It went through several drummer changes between 1995 and 2005, achieving its current lineup when Adair replaced Ryan Vikedal.

Nickelback is one of the most commercially successful Canadian rock bands, having sold more than 50 million albums worldwide.In 2009, Billboard ranked it the most successful rock group of that decade; “How You Remind Me” was the best-selling rock song and the fourth-best overall. The band ranked at No. 7 on the Billboard top artist of the decade list, with four albums among the publication’s top albums of the decade.

The band signed with Roadrunner Records in 1999 and re-released its once-independent album The State. This album was commercially successful, as was its follow-up, Silver Side Up, in 2001. The band then released its biggest hit, “How You Remind Me”, a No. 1 on the Billboard and Canadian Singles Charts. The fourth album, The Long Road, was released in 2003 and spawned five singles, including Canadian No. 1 “Someday”, which also reached No. 7 on the Billboard Hot 100.

In 2005, the band’s best-selling album to date, All the Right Reasons, produced three top-ten and five top-twenty singles on the Billboard Hot 100, including “Photograph”, “Far Away”, and “Rockstar”.Dark Horse sold well in 2008, producing eight singles, one cracking the top ten on the Billboard Hot 100 and two in the top twenty. In 2011, the seventh album, Here and Now, topped the charts. The eighth, No Fixed Address, was released in 2014, followed by Feed the Machine in 2017.

Nickelback is based in Vancouver, British Columbia. It originally published through EMI Canada, before signing a global distribution deal with Roadrunner Records. For Here and Now, it left EMI Canada for Universal Music Canada.

Descrizione

Classic Album from Nickelback

Tracklist

1.  Never Again  4:20

2.  How You Remind Me  3:43

3.  Woke Up This Morning  3:50

4.  Too Bad  3:52

5.  Just For  4:03

6.  Hollywood  3:04

7.  Money Bought  3:24

8.  Where Do I Hide  3:38

9.  Hangnail  3:54

10.  Good Times Gone  5:20

Label:  Roadrunner Records

Format : CD Jewel Box

Band Website: https://www.nickelback.com/

Band Facebook: https://www.facebook.com/Nickelback/

2 recensioni per NICKELBACK
Silver side up

  1. From: Impatto Sonoro: 11 settembre 2001: una giornata infausta per New York, gli Stati Uniti e il mondo intero. A polverizzarsi non furono solo le Torri Gemelle, ma anche quei sogni di pace e benessere che avevano segnato l’inizio del terzo millennio. Scampati incolumi dal pericolo del Millennium Bug, ci ritrovammo con i piedi affondati in un incubo ben peggiore. Un incubo dal quale non sembrava poterci essere via d’uscita, se non una lunga ed estenuante guerra contro un nemico difficile da individuare.

    Nelle stesse ore in cui l’occidente piangeva le quasi tremila vittime dell’odio jihadista, tuttavia, c’era chi festeggiava. No, non mi riferisco a quei gruppi di palestinesi giubilanti i cui filmati vennero quasi immediatamente trasmessi da talk show e telegiornali, già pronti a cavalcare la crescente ondata d’islamofobia che si sarebbe poi diffusa a macchia d’olio, provocando ulteriori danni e disastri. Sto parlando di una band formata da quattro giovani canadesi di belle speranze, ambiziosi e disposti a scendere a patti con il diavolo pur di raggiungere i vertici delle classifiche. Sto parlando dei Nickelback, il cui “Silver Side Up” arrivò sugli scaffali dei negozi di dischi proprio nelle ore in cui si stava consumando una delle peggiori tragedie della storia moderna.

    A costo di far passare Chad Kroeger per una specie di Nostradamus, si potrebbe interpretare quella lacrima di metallo liquido che scivola lungo il viso stampato in copertina come un piccolo segno premonitore delle incombenti sofferenze planetarie. Così però si rischierebbe di attribuire un significato troppo importante a un album che, con tutto il rispetto, di profondo ha poco o nulla.

    I Nickelback non meritano affatto l’odio che gli viene tributato dal giorno in cui hanno fatto la loro comparsa nell’heavy rotation di MTV. I Nickelback hanno talento, non producono pessima musica e non hanno distrutto né il grunge, né tanto meno il post-grunge, che nel 2001 se la passava comunque già abbastanza male. La colpa, o meglio dire il difetto del quartetto, corrisponde esattamente al loro principale pregio: la mediocrità. L’aver trasformato qualcosa di tanto blando e generico in un trionfo.“Silver Side Up” non è una capolavoro nella forma, ma nella formula. Come avrebbe poi ammesso lo stesso Kroeger qualche anno più tardi, l’obiettivo principale non era quello di registrare dieci belle canzoni, ma dieci potenziali singoli in grado di conquistare senza troppe difficoltà l’etere radiofonico. Per scriverli, il biondissimo frontman non si affidò all’ispirazione, ma a un’intraprendenza e a una sfacciataggine degna del miglior esperto di marketing.

    Iniziò ascoltando attentamente tutti i maggiori successi alternative e mainstream dell’epoca, segnandosi su un taccuino le caratteristiche comuni dei brani. Passò poi a un lavoro di ricerca focalizzato sugli elementi capaci di far presa sul grande pubblico: le strutture, le tematiche dei testi, i suoni, la presenza o meno di parti soliste e, last but not least, i ritornelli. Quello della celeberrima ballatona How You Remind Me, tanto per intenderci, parte neanche trenta secondi dopo l’avvio della canzone: il resto è semplicemente un contorno, una successione di quattro accordi utile a riempire gli spazi vuoti.

    Fateci caso: le tracce più note di “Silver Side Up” – oltre a How You Remind Me, vi sono Never Again e Too Bad – occupano le primissime posizioni della scaletta, intervallate solo dalla piacevolmente cafona Woke Up This Morning. Il motivo? È presto detto: mettere subito in mostra i pezzi pregiati. I cavalli di razza su cui puntare fortissimo. Subito dopo, il nulla o quasi. Riempitivi che si fanno ascoltare volentieri, ma che difficilmente riescono a lasciare il segno. Inconsistenti come quelle chiacchierate sterili che si fanno tra semisconosciuti prima di entrare in ufficio. Saporiti come un panino del McDonald’s: lo mangi con gusto, ma non ti toglie l’appetito. Ne vuoi ancora, ancora e ancora: sai che fa male, ma continui a non essere sazio.

    Un vuoto incolmabile, tanto mortificante quanto innocuo, che diciotto anni fa i Nickelback tradussero in un suono corposo, pulito e all’apparenza perfetto, privo di quei piccoli errori che ci ricordano che, in fondo in fondo, siamo semplicemente esseri umani. Fecero bene? Naturalmente sì: “Silver Side Up” ha venduto più di dieci milioni di copie in tutto il mondo, dando slancio alla carriera di un gruppo che, tra pochi alti e innumerevoli bassi, continua a esistere. Come si fa a odiarli? Io, sinceramente, li invidio.

  2. From Allmusic.com: Industrial-strength rock & roll is back with a vengeance on the earnest Silver Side Up by Nickelback. The band wastes no time in getting into its brand of dark, high-octane rock. The album opener “Never Again,” about spousal abuse, thrusts out of the starting gate with rocket-fueled intensity. Lead singer/guitarist/lyricist Chad Kroeger does not mince words in his portrayals of the darker sides of the human experience, and that is what Silver Side Up is essentially about. Nickelback’s music is issue-oriented on the domestic and personal front, and it’s a refreshing change of pace in 2001’s sea of angry rockers. Another familial subject is tackled on the pounding “Too Bad.” The song describes an emotionally and physically absent father figure as seen through the eyes of a regretful adult-child looking back. The cut that broke the band to mainstream audiences is “How You Remind Me,” a thundering, mid-tempo rock track marked by thick chords and a brooding tone. Kroeger’s voice is filled with weariness as he well captures the self-defeated feelings one experiences when being emotionally dissected by a lover. Such words as “‘cause living with me must have damn near killed you” painfully zero in on the breakdown of the human spirit when it’s badgered enough. Because, sadly, many have found themselves in this situation, the song connects with listeners. Coupled with a powerful and moody soundtrack, it’s no wonder it took off on the radio. Grunge pays a visit on the set’s closing number, “Good Times Gone.” This well-crafted song slowly builds in intensity — from the intro’s fingered guitar notes and understated vocals, to the gradual addition of instruments, to Kroeger’s explosive vocal release at the song’s end, which retreats back into softly strummed guitar notes. “Good Times Gone” is reminiscent of a Pearl Jam number, and this is no surprise; Silver Side Up was co-produced by Rick Parashar, who has worked with Seattle’s finest. Nickelback’s style is edgy aggressive rock peppered with a taste of grunge. The band can easily sit alongside Staind and 3 Doors Down, among other like acts. However, what Nickelback has in spades and what gives the group an upper hand over its peers is intensity and raw passion. Some bands finger the crap out of their guitars and relentlessly beat away at the drums, crafting songs that boast the intensity of an electric storm. Nickelback ups the ante by offering realistic storytelling that listeners can relate to.

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