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RORY ROLLINS

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OSSELTION
Last Words

(2 recensioni dei clienti)

4.00

CD NEW AND SEALED

OsseltioN was born in the twisted mind of Ulag (Deathcvlt, In Lacrimaes Et Dolor, Feasting, Kthâvâ, SorGHuM, Blackhorn Terror Crew) in 2008.
He will be followed by obscure characters who respond to the name of Grak and Ruglud (In Lacrimaes Et Dolor, SorGHuM, Never Too Extreme series, ex Concept Project, Los Talker).
The style set is a mix of old-school Death Metal, Thrash, Grindcore, Electronics, flashes of Metalcore, and in recent times, some Black Metal raids.
The name chosen for this sound-chaos is Extreme Deformed Metal.
The band is, and will remain, a studio project, where its madness can find maximum fulfillment.
From 2018 Grak disappears from the scene, leaving now the band to a duo.

Descrizione

Death Metal from Italy

Tracklist:

  1. Halls of Deformity
  2. Within
  3. Different Vision
  4. Psychotic Frames
  5. Chains of Iconoclast
  6. Speed Crusher
  7. Sacred Flames
  8. Inferno 34

Label: SG Records

Format: CD Jewel box

Band website: https://osseltionofficial.blogspot.com/

Band Facebook: Unknown

2 recensioni per OSSELTION
Last Words

  1. From Metalitalia:
    Arrivano da Monte San Giusto, Macerata, gli Osseltion, una band dedita a un death metal abbastanza classico che con “Last Words” certifica il suo esordio nell’affollato panorama musicale. Come tutti i ragazzi agli inizi, i Nostri cercano di mettere nell’album, ma soprattutto in ogni canzone, tutto ciò di cui sono capaci strumentalmente e anche tutto ciò che hanno trovato piacevole ascoltare in altri. È così che fin dalla prima canzone, “Halls Of Deformity”, gli Osseltion mischiano riff veloci ad altri più coinvolgenti e quindi rallentati, non disdegnando ripartenze thrash, stacchi con partiture di tastiere atte a creare una sorta di atmosfera molto onirica, salvo poi ripartire a tutta velocità. Anche nella seguente “Within” si segue la stessa solfa. L’alternanza di riff più lenti ad altri più rapidi è perpetrata fin troppe volte. Uno dei difetti del gruppo, infatti, è quello di scrivere canzoni oggettivamente troppo lunghe, specie per essere all’esordio, quando è più importante catturare subito l’attenzione dell’ascoltatore. Il disco alla fine conta cinquanta minuti per otto tracce, e questo finisce per forza di cose con il danneggiare le composizioni che potrebbero benissimo essere depurate, e di parecchio. Altra pecca del disco sono i suoni: sono da demo e non da album vero e proprio, con le chitarre molto in evidenza ma con un suono non ottimale specie quando gli Osseltion provano ad arrangiare gli assoli di chitarra. Il risultato è disastroso, una nenia insopportabile e francamente molto banale. Man mano che procede l’ascolto del disco ci si rende conto che la sostanza non cambia, si capisce che con le prime due canzoni il terzetto ha già esaurito tutto quello che aveva da dire, onestamente poco. Manca la classica anima, il sentiero da seguire, l’amalgama che tiene insieme sequenze di chitarre, ritmiche di batteria, tastiere e assoli, pezzi tutti troppo slegati che per gli Osseltion non assumono forma di canzone. Per ora, sonora bocciatura.

  2. From Suonidistorti: Ulag, non è certo uno sprovveduto in ambito metal; già attivo in band quali No Lost, Slaves, KaosEngine, Scala Mercalli, Feasting ed Hoxxis, il Nostro decide di dar luce (oscura) al progetto Osseltion, dove lo troviamo impegnato alle chitarre, voce e synth.

    Nato in modo embrionale nel 2006, il progetto prende definitivamente forma nel Marzo 2008, con l’ingresso in formazione del bassista Grak e del batterista Ruglud (Feasting). Pubblicato sotto l’egida di SG Records, in data 12/10/2012 e distribuito da Andromeda/Bertus, questo ‘Last Words’ palesa tutta la passione di Ulag in ambito estremo, mostrandoci tutte le sfaccettature del suo personale concetto di estremismo sonoro.
    Un death-metal compatto, a volte “groovoso” ed altre squisitamente tecnico, viene influenzato e contaminato da sporadiche e piacevoli iniezioni di musica electro-industrial, dove la violenza sonora “moderna” e cybernetica va a confondere, “sporcare” e paradossalmente in questo modo a rafforzare, la struttura più propriamente metal.
    Molto presenti le tastiere, che non hanno qui un ruolo dominante o prettamente solista, ma che si “accontentano” di sottolineare i temi principali con eterei ed a volte (ammettiamolo) scontati tappeti sonori. Difficile trovare dei paragoni per meglio farvi “capire” la musica (che compito ingrato quanto difficile e sminuente per gli artisti stessi è quello di “spiegare” l’arte), potremmo parlarvi di blast beat alternati a pattern di batteria mutuati dai Fear Factory, stop and go ritmici presi di peso dalla scena svedese e un growling forse a volte esageratamente ferale, complice anche una produzione delle voci non proprio eccellente.
    Sembrano sprecate alcune occasioni di rendere i brani memorabili e memorizzabili: sono presenti diversi episodi in cui la tastiera sorregge il tutto (se pur in modo molto povero) e la chitarra potrebbe trovare potenzialmente il suo spazio per donarci parti soliste melodiche, che altro non farebbero che imprimere in modo indelebili il brano nella nostra mente. Le occasioni sprecate e le ingenuità sembrano a volte prevaricare quanto di buono proposto dal combo, che tra influenze “schuldineriane” ed un approccio modernista ci propone per ora un prodotto piacevole, ma con gli ingredienti non ancora ben amalgamati.
    C’è qui tutta la voglia di dimostrare e di mostrarsi, dove è palese la passione dei Nostri per il thrash metal (‘Chains Of Iconoclast’) ad esempio, ma forse mal dosata e poco sapientemente collocata.
    Al termine di questo articolo tutto si può ricondurre seguendo una parabola esplicativa culinaria: non bastano solo dei buoni ingredienti, serve saperli dosare, amalgamare e infine proporre in un piatto completo ed appagante. Noi metallari non usiamo le papille gustative, ma ovviamente i nostri padiglioni auricolari sempre più sollecitati da molteplici proposte e conseguentemente sempre più viziati.
    Gli Osseltion sono un buon gruppo che qui ha scattato un’istantanea della propria idea musicale senza metterla sufficientemente a fuoco. Potete fare di meglio, molto, molto meglio.

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