Latest Album

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut rhoncus risus mauris, et commodo lectus hendrerit ac.

banner
RORY ROLLINS

Shop

POISON
Open up and say…Ahh!

(2 recensioni dei clienti)

12.90

CD NEW AND SEALED

Open Up and Say… Ahh! is the second studio album by American glam metal band Poison, released in 1988 through Enigma Records. It proved to be the band’s most successful release, and spawned four hit singles: “Nothin’ but a Good Time”, “Fallen Angel”, “Your Mama Don’t Dance” (a Loggins and Messina cover) and their only #1 single to date, “Every Rose Has Its Thorn”.The album peaked at #2 on the US Billboard 200.

Open Up And Say Ahh was certified platinum in 1988 and 5x platinum in 1991 by the RIAA.It also has been certified 4x platinum in Canada and gold by the BPI.

The album was recorded and mixed at Conway Recording Studios in Los Angeles. Paul Stanley from KISS (whose song “Rock and Roll All Nite” had been covered by Poison the year before) was originally selected to produce the record, but was unable to fulfill the role due to scheduling conflicts. Instead, the band worked with Tom Werman. Werman was an experienced rock producer, having worked with artists such as Ted Nugent, Cheap Trick, Twisted Sister and Mötley Crüe.

Following the album was the release of the band’s first video compilation, titled Sight for Sore Ears, which featured all the music videos from Open Up and Say…Ahh! and Look What the Cat Dragged In.

Categories , Tags , ,

Descrizione

Classic Album From Glam Band POISON

Tracklist:

01. Love On The Rocks
02. Nothin’ But A Good Time
03. Back To The Rocking Horse
04. Good Love
05. Tearin’ Down The Walls
06. Look But You Can’t Touch
07. Fallen Angel
08. Every Rose Has Its Thorn
09. Your Mama Don’t Dance
10. Bad To Be Good

Label: Enigma Capitol Records

Format Cd Jewel box

Band Website: https://www.poisonofficial.com/

Band Facebook: https://www.facebook.com/Poison

2 recensioni per POISON
Open up and say…Ahh!

  1. From Metallus: Nel 1988 la gerarchia del rock duro si presentava a grandi linee in questo modo: Bon Jovi e Def Leppard erano diventate delle star mondiali, i Motley Crue si erano fatti togliere lo scettro di band più pericolosa e autodistruttiva del pianeta dai Guns N’ Roses, gli Aerosmith erano tornati per recuperare tutto ciò che avevano buttato al vento dalla fine dei ‘70 e una miriade di altri gruppi (Cinderella, Ratt, Tesla, White Lion, Kiss, Whitesnake solo per citarne alcuni) infestavano le classifiche godendo chi più chi meno della sovraesposizione del genere.

    Tra questi c’erano anche i Poison che, forti di un esordio triplo platino (“Look What The Cat Dragged In” del 1986) si riproposero sul mercato con “Open Up And Say..Ahh!”, uno di quei dischi destinati a diventare un classico dell’hair metal e a consacrarli al livello dei giganti di cui sopra. Non potendo contare su doti tecniche eccelse, Bret Michaels, C.C. DeVille, Bobby Dall e Rikki Rokkett puntavano tutto, oltre che sul look (nel frattempo divenuto meno colorato degli esordi) su un songwriting semplice, diretto e denso di melodie vincenti.

    Il lavoro mette da parte l’irruenza e i suoni più crudi del debutto a favore di un approccio hard rock più levigato con riferimenti ai Van Halen e soprattutto ai Kiss (l’omaggio alla linguaccia di Gene Simmons posta in fronte alla cover con la modella Bambi in primo piano a farne il verso causò non pochi problemi alla band costretta poi con le successive stampe ad oscurarla). “Love On The Rocks” e “Tearin’ Down The Walls” sono due numeri irresistibili nella loro elementarità, la festaiola “Nothin’ But A Good Time” è un manifesto dell’epoca, un inno all’esaltazione dell’edonismo più sfrenato. La divertente “Look But You Can’t Touch” cede il passo alla fantastica “Fallen Angel”, uno dei migliori pezzi della carriera del quartetto, dove Bret Michaels, chiaramente ispirato dalla formula dei Bon Jovi, mette da parte le liriche facili e goderecce adottando uno stile narrativo che in questo caso racconta il tortuoso percorso da intrapendere per cercare la via del successo. La riuscita cover di Loggins and Messina “Your Mama Don’t Dance” e “Good Love” vedono la band cimentarsi su lidi più r’n’r-blues (che verrano poi sviluppati con maggior risalto a partire dall’album seguente “Flesh & Blood”), mentre la ballad senza tempo “Every Rose Has Its Thorn” diventerà uno dei pezzi simbolo degli interi anni ’80 e li catapulterà al n.1 della classifica di Billboard.

    Otto milioni di copie vendute nel mondo e la consapevolezza di aver lasciato il loro nome nella storia dell’età più variopinta del rock con il quale possono ancora permettersi di girare tutti gli USA e riempire le maggiori arene; ecco i frutti raccolti dai Poison dopo la pubblicazione di questo disco. Difficilmente “Open Up And Say..Ahh!” mancherà nelle discografie degli appassionati dell’hard rock anni ‘80, ma per chi ancora non lo avesse consiglio di acquistarlo!!

  2. From Allmusic: Poison’s best album still has a bit of filler that fails to deliver the big hooks and catchy riffs of their best material; when that happens, Bret Michaels’ affected “rawk & rowl” singing accent begins to grate. But thankfully, that doesn’t happen very often on Open Up and Say…Ahh!, which solidified the group’s status as hair metal’s top party band. The ballad “Every Rose Has Its Thorn,” Poison’s only number one hit, and the Top Ten “Nothin’ But a Good Time” became their most widely recognized signature songs; a cover of Loggins & Messina’s “Your Mama Don’t Dance” also hit the Top Ten, and the sometimes-overlooked “Fallen Angel,” one of their best songs, got plenty of MTV airplay. But the agreeable raunch of album tracks like “Love on the Rocks,” “Good Love,” and “Look But You Can’t Touch” helps make Open Up and Say…Ahh! Poison’s best overall album.

Aggiungi una recensione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *