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RORY ROLLINS

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SACROSANTUM
Fragments

(2 recensioni dei clienti)

5.00

CD NEW AND SEALED

Another Czech group from Metal Age Productions: this phrase could well sum up what can be said of Sacrosanctum, dedicated to what the label defines as ‘innovative gothic doom rock’

 

 

Descrizione

Gothuc Metal from Czech

Tracklist:

1. Pain of maternity
2. Fear of Solitude
3. Broken dreams
4. Delights of existence
5. Others
6. Hitchhicking
7. Where’s the God?
8. Bellflowers
9. Last song
10.Ballerina

Label: Metal Age

Format: CD Jewel box

Band Website: Unknown

Band Facebook: Unknown

 

2 recensioni per SACROSANTUM
Fragments

  1. From Vampster: Well, most of the reviews of this record say something about THEATER OF TRAGEDY and TRISTANIA. But at SACROSANCTUM you can’t really make it that easy. Sure, the aforementioned comparison is obvious due to the girlie singing, the male vocals and the gothic borrowings, but Fragments is far too complex to just put in this common category. You really get the feeling that all musicians have lumped their colorful musical tastes in one pot and have made a not exactly easy to digest but tasty soup out of it. The guitarist scrubs his way through the songs in traditional metal style, there is grunt, groan and keif vocals as well as a clear, deep voice that always reminds of the theatrical SAVIOR MACHINE vocals. Girlie Suzana trills sometimes in an operatic realm, sometimes completely normal or almost musical-like and occasionally sometimes violently off the scale. The rest of the musicians also do a good job, the sound is not exactly the hit but pleasant, but the Czech Republic is certainly not blessed with the mega studios either.

    The songs are just as multi-layered as the vocals, the songs, which are usually performed at a rather brisk pace, are always adorned with sometimes beautiful moments or bulky beats, in every song there are unpredictable twists and turns. Often you are reminded of gothic band XY to suddenly be flattened death-metallic or your foot bobbles in power-metal beat, hitchhicking almost sounds like a mini-musical, the ballad-like last song invites you to dream, otherwise there is a colorful mixture of gothic and metallic sounds and it takes a lot of passages to understand and like this record. Despite all the complexity, the pure joy of playing of the musicians can be heard in every song, live this band is certainly an exciting experience. The band’s own style name Innovative Gothic Doom Metal / Rock is perhaps a bit exaggerated and with many Gothic fans, who are the main target group, the disc should unfortunately fail mercilessly, who takes the time to really listen to a CD today.

    SACROSANCTUM will therefore unfortunately suffer the same fate as, for example, the great ORPHANAGE back then, the music is simply too exhausting for listening in between. But when you first get involved with the disc you discover a lot of subtleties in every song, often more than other bands put on a whole record.

  2. From Truemetal: parate promozionali a parte, l’ascolto di Fragments, debut album della band, mi ha lasciato con una sensazione di già sentito molto forte, anche se non per questo l’album è da buttare via: semplicemente prima di apprestarvi ad ascoltarlo dimenticate il concetto di innovazione, dato che il gruppo propone nè più nè meno quanto già pubblicato negli anni scorsi da gente come i Theatre of Tragedy o i Tristania. Ma di questi ultimi non possiedono il dinamismo, imperniando la propria musica intorno alle vocals operistiche della cantante Zuzana, non esattamente una Liv Kristine ma comunque autrice di una buona prova, anche se la varietà non è certo il suo forte. Migliore risulta invece l’operato della voce maschile, impersonata da Tomàs, che riesce bene a calarsi nella parte di contrappunto ‘demoniaco’ alle angeliche voci della sua partner: il suo timbro è spesso ben variato e si sente decisamente l’impegno in fase di arrangiamento nel voler raggiungere un buon livello qualitativo. Ma lasciando in disparte per un attimo le qualità dei singoli, Fragments in fin dei conti risulta essere un album mediocre, acerbo, troppo derivativo, specialmente nella sua prima parte: da dimenticare sono le prime 3 canzoni, Pain of Maternity, Fear of Solitude e Broken Dreams che, al di là di una certa banalità di fondo nelle tematiche trattate, sono davvero scialbe e scorrono via con una certa fatica, dato che si tratta comunque di composizioni abbastanza lunghe.

    L’album si riprende per fortuna nella parte centrale, sorprendendoci con una Others che deve molto ai primi Amorphis nelle parti contraddistinte dal growl, ora catacombale, di Tomàs, e che per la prima volta fa risaltare una vena personale del combo, che passa da parti classicamente death/doom ad atmosfere rockeggianti, creando una piacevole sensazione di contrasto.
    Discorso simile anche per Hitchhicking, la sesta canzone del lotto, che è di sicuro la composizione più aggressiva del disco, con vocals urlate ed una sezione ritmica lanciata e granitica: un buon esempio di cosa potrebbe fare il gruppo se abbandonasse almeno in parte certe influenze fin troppo marcate. L’album termina poi calando di nuovo, con un gruppo di 4 tracce di nuovo abbastanza spente e noiosette.

    Non trovo molto altro da dire su Fragments, sinceramente: va detto che, oltre ad essere terminato il periodo di boom del gothic, si credeva terminato anche quello (molto meno apprezzabile) dei cloni di questo filone. I Sacrosanctum arrivano con un netto ritardo, proponendo materiale per la maggior parte impersonale e banale e con solo qualche episodio di vera brillantezza; a questo punto non posso fare altro che consigliarvi, se amate questo genere, di orientarvi su proposte migliori, o di dare un’ascoltata a questo album senza però accampare troppe pretese.

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