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RORY ROLLINS

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THY GATE BEYOND
Enemy at the gates

(2 recensioni dei clienti)

5.00

CD NEW AND SEALED

Thy Gate Beyond play 80s thrash / speed with a clear American origin, with references also to Teutonic thrash metal. The band, initially formed by guitarists Guido D’Agostino (ex WOTAN) and Marco Palumbaro (ex EMPIRE), over the years has undergone various line-up changes, and has given birth to works highly appreciated by critics and audiences: ” Steel Made Resistance ”is the first demo CD recorded with drummer Matteo Viglietti, bassist Silvia Antosa and vocalist Fausto Di Persio; in November 2003 the second self-produced CD was released, containing 8 new songs, entitled “The Power to Thrash”, with Luca Nicolucci on the drums, which was then replaced by Maurizio Iezzi, for the new album entitled “Survive at Last … and You ‘ll be The First ”of 2006.
In 2009 the entry of a new singer, Fabio Tritapepe, with whom, together with the powerful drummer Matteo Giancristofaro (ex Condanna) and the talented bassist Fabrizio Carota, Thy Gate Beyond propose a new album entitled “Enjoy your peace”, which it is very popular with fans.
In 2012 Simone Flammini joins the band and Thy Gate Beyond are back with a new tracklist of pure speed / thrash songs with new, devastating compositions for the next live-shows: Enemy At The Gates is the new album.

Descrizione

Thrash Metal from Pescara, Abruzzo, Italy

Tracklist:

  1. 1942
  2. ENEMY AT THE GATES
  3. THE BLADE IN MY FLESH
  4. BACK FROM THY GATE BEYOND
  5. FOR WHOM THE STORMS EVOKE
  6. MY BRAIN IS DEAD… REACTIVATE IT’S TOO LATE
  7. UNDER IRON SKIES
  8. THE CULPRIT CHAOS
  9. HORROR PARADISE
  10. PARABELLUM (BONUS TRACK)

Label: SG Records

Format: CD Jewel Box

Band website: Unknown

Band Facebook: https://www.facebook.com/thygateofficial

2 recensioni per THY GATE BEYOND
Enemy at the gates

  1. From Metal.it: Dalla prima volta che ho incrociato i Thy Gate Beyond (“Steel Made Resistance”, demo del 2001) e che poi li ho recensiti (“The Power to Thrash” esordio del 2003) è passato ormai più di un decennio, e sebbene di quella formazione sia rimasto il solo chitarrista Guido D’Agostino, una costante non è mai cambiata: la dedizione al Thrash, onesta e totale.

    Infatti, su “Enemy at the Gates” incappiamo in un Thrash Metal che ha la virulenza e l’urgenza degli Slayer di “Angel of Death, ma nel loro D.N.A. non c’è la sola scuola americana – oltre agli Slayer, direi Exodus e Dark Angel – ma anche un pizzico della sua controparte teutonica, tra primi Kreator, Destruction ed anche quei Sodom che sono tirati in ballo dai soggetti legati alla guerra affrontati da diversi brani, a partire dalla titletrack, credo ispirata all’omonimo film ambientato sulla Battaglia di Stalingrado ed interpretato da Ed Harris e Jude Law.

    Dopo tutto questo preambolo ci si aspetterebbe un mezzo capolavoro, invece i Thy Gate Beyond partoriscono solo un topolino, mezzora di onesto Thrash, con un guitarwork affilato ed efficace, e lo sottolineano “Enemy at the Gates”, “Under Iron Skies” o la gia nota (era già presente su “The Power to Thrash”) “The Culprit Chaos”, tuttavia – e non me ne vogliano – non basta. La voce di Simone Flammini, che pur ce la mette tutta, non dà la necessaria botta e sopratutto non riesce a dare colore alle canzoni, che con lo scorrere dell’album tendono a perdere un po’ di efficacia, in quanto fin troppo prevedibili e strutturate sulle stesse soluzioni.

    La sufficienza è striminzita ma indubbiamente meritata, per quanto dai Thy Gate Beyond ci si potesse (e dovesse) aspettare molto di più

  2. From Metalitalia: Come ottenere un buon sound thrash ? Prendete un chitarrista, fatelo suonare in palm-mute ed assicuratevi che non stacchi mai il palmo dalle corde; aggiungete un batterista che non concepisca l’utilizzo di una cassa sola e concludete con un cantante che sappia urlare senza, praticamente, respirare per minuti e – all’occorrenza – possa produrre qualche acuto. Componete riff tipicamente heavy metal e caricateci sopra un po’ di hardcore-punk. Terminate con testi dalle tematiche “sociali”, inserendo – ogni tanto – qualcosa di horror. Tutto questo (e molto altro, a dire il vero), i Thy Gate Beyond lo fanno egregiamente: uniscono alla perfezione lo stile vocale di Tom Araya, i cori degli Anthrax, le chitarre dei Sacred Reich e dei Sodom e la batteria dei Discharge. Troppo? Assolutamente no. Se oggi si fa un disco thrash, che non conceda nulla a tutto ciò che non viene dagli anni ’80, quel disco deve suonare come questo “Enemy At The Gates”. La terza fatica dei thrasher abruzzesi è, a tratti, davvero impressionante: sembra realmente di ascoltare una delle band citate prima, con una dedizione verso il genere, nella sua purezza più assoluta, che non può che fare onore alla band. Track come “Under Iron Skies” richiamano l’headbanging più sfrenato e fanno venire alla mente i moshpit dei Kreator; l’opener e title-track “Enemy At The Gates” fa più volte pensare che Mille Petrozza o Schmier stiano facendo una guest appearance, in “The Culprit Chaos” fanno addirittura capolino gli Overkill. Mezz’ora di thrash massacrante, senza sbavature, ottimamente suonato e registrato con una produzione pulita e professionale (unico neo, forse, sono le tracce di voce un po’ troppo alte). Certo, parlare del disco dei Thy Gate Beyond e scomodare praticamente tutti gli dei del thrash metal può sembrare, se non irriverente, di certo esagerato; in realtà questo richiamo ad altre band è proprio il grande limite di questo disco. “Enemy At The Gates” è un ottimo esercizio stilistico, ma è un prodotto di “maniera”; è perfetto ma non aggiunge nulla; ha uno stile impeccabile, eppure tutto sembra già sentito. Talmente già sentito che si riesce quasi a capire su che disco ed in quale canzone quel riff e quel break ci hanno colpito la prima volta. Dunque, un prodotto adatto ai thrasher più incalliti ed oltranzisti, una band da ascoltare live, lanciandosi in un moshpit o bevendo litri di birra. Uno di quei dischi che fa alzare le corna al cielo e scapocciare fino a slogarsi il collo: bang your fucking head, ragazzi, ma cercate di metterci qualcosa di vostro. Perché di bei dischi thrash ne sono usciti tanti e, per aver voglia di ascoltarne un altro, bisogna aggiungere qualcosa che suoni solo e soltanto “Thy Gate Beyond”.

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